inverno

Che c’è di strano in una giornata d’inverno…un sabato pomeriggio…fuori piove….non quella bella pioggia violenta che ti fa rizzare il peli delle gambe…una pioggerellina lieve…..fastidiosa…. con la mia gatta  randagia che sul prato sta accucciata….come se fosse al sole di agosto….guarda una pica che saltella incurante del pericolo….. fa freddo ma certi animali non lo sentono, oppure se ne fregano…..ed io sto ascoltando il telefono che squilla ad intervalli ….. immagino chi c’è dall’altro capo…con il telefono fisso ci sono solo gli amici intimi che lo usano….amici intimi  che telefonano da casa loro….e sento i rumori sottofondo dei figli…. delle nuore… delle mogli che urlano….. è tutta una vita in fermento…una piccola società che vive e cerca nel sabato sera di sfogare le frustrazione di  tutta una settimana….. “ dove si và ? “ è la prima parola che sento, priva di un saluto affettuoso o magari educativo…. Dove si va?….. a morire ammazzati vorrei urlare……. Ed invece….c’è una trattoria…tipo una bettola…con tanti casini…si mangia benissimo…. E si può urlare fino a tardi… questo è quello che vogliono quelli che conosco io…. Stavo leggendo poco fa uno scritto sull’educazione al desiderio….. e se il desiderio termina?…..se finisce oppure si modifica e diventa  voglia di distruzione?…… e fuori seguita a  piovere…. pioggia fastidiosa…

 

 

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Con le tue mani

pallide di luna

accarezzo il mio corpo

inarcato

alla  ricerca di un qualcosa

che possa sostituire

la tua carne profumata

di zenzero.

 

Vieni anima mia,

apriti ai miei sospiri

e lascia che questo desiderio

penetri

nelle tue profondità

e riposi nell’attesa

del tuo si.

 

 

bigi