cento anni…

100 anni fa l’Italia faceva il suo ingresso nella Grande Guerra. La penisola alle ore 15 si ferma

Sono passati 100 anni da quando, con un primo colpo di cannone sparato in Veneto, l’Italia annunciava il suo ingresso nella Grande Guerra. Un evento che il governo invita tutti a ricordare: in un solo minuto, che partirà dalle ore 15, gli italiani si stringeranno in un ricordo comune e commemoreranno quanti, 100 anni fa, persero la vita sui campi di battaglia. Istituzioni, società civile, mondo dello sport, nessuno è esonerato dal ricordo. Un ricordo scandito con una salva d’onore sparata da una squadra di militari nei pressi dei monumenti ai caduti di 24 città italiane, in tutte le regione, mentre a Roma il colpo sarà sparato dal cannone del Gianicolo.

Ai piedi dei principali monumenti sparsi sul territorio nazionale, su proposta del ministero dell’istruzione, gli studenti delle scuole primarie porteranno in dono una stella alpina di carta, simbolo della guerra combattute tra le montagne.
Il mondo del calcio e quello dei podisti militari della staffetta si uniranno in un’ unica iniziativa, scandita dai versi delle poesie di Giuseppe Ungaretti che si uniscono a formare la parola “RiCORDA“. Arbitri e calciatori scenderanno in campo indossando una maglia con quei versi stampati, che ancora oggi risuonano e che spingono la memoria collettiva a raccogliersi in un minuto di silenzio. Un minuto che riassume un secolo: 60 secondi sono pochi per ricordare, o forse troppi per sostenere il peso di una memoria che è costata all’Italia sangue e vite umane.
Al via anche la campagna di comunicazione istituzionale dal titolo “I versi della memoria“, articolata in due spot, che andranno in onda su reti televisive nazionali digitali e satellitari . Entrambi gli spot sono sapientemente costruiti sui versi che Ungaretti scrisse alle soglie della Grande Guerra.

23 maggio 1915. L’Italia, fino a quel momento divisa tra interventisti e neutralisti, decide che è arrivato il momento di agire: dichiarando guerra all’Austria (precedentemente sua alleata) entra nella Prima Guerra Mondiale. Il giorno dopo iniziano le operazioni militari che si trasformarono in una guerra di trincea. Sconfitte (a Caporetto) e ritirate (lungo il Piave), vittoria e armistizio. Un successo che l’Italia ha pagato caro: 650 mila caduti militari, 600 mila vittime civili e un Paese da ripulire dagli orrori.
Oggi, ore 15, fermatevi. E ricordate! Fatelo scendendo in piazza, accendendo la televisione e guardando uno spot, sintonizzatevi sul canale sul quale trasmettono la partita della vostra squadra del cuore. Unitevi! Un ricordo che non conosce confini regionali, battaglie politiche e sociali. Oggi siamo l’Italia unita. E non capita spesso.

…… non sopporto la guerra…. Non l’ho mai giustificata…in niente…..non credo alle guerre giuste …. Non credo che la morte di milioni di uomini possano portare alla Pace…. La pace degli uomini non esiste…. Per me esiste solo una tregua più o meno armata….. Siamo troppo bestie , noi umani, per amare la pace, per amare l’Amore, per amare l’Amicizia…. Siamo troppo falsi, bugiardi, vili, per non desiderare dentro di noi la morte di un qualsiasi individuo che non la pensi come noi…. Quindi questa ricorrenza, voluta dai soliti deficenti….. che si illudono di essere “speciali”  non ha senso….. più di un milione di morti per una guerra che poteva essere evitata….. Non capisco perché ogni tanto si debba autorizzare alcune persone a “giocare” con i soldatini…… è vero che la lobby dei fabbricanti di armi è fortissima…. Ma anche loro sono uomini, e soggetti come tutti a morire….

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