Austria

Cancelliere socialdemocratico

Werner Faymann, Cancelliere austriaco dimesso

Lascia Werner Faymann dopo la pesante sconfitta del suo partito contro l’estrema destra xenofoba al primo turno delle presidenziali. Era in carica dal 2008, sua la “firma” per la barriera “anti migranti” al Brennero. Pronta la nomina del capo del governo ad interim, il conservatore Mitterlehner
Oevp, Reinhold Mitterlehner ad assumere l’interim.  Il presidente della Repubblica Heinz Fischer accetterà nel pomeriggio le lettera di dimissioni di Faymann e darà l’incarico di cancelliere ad interim a Mitterlehner.Austria, dopo la vittoria della destra xenofoba, si dimette il Cancelliere “moderato”  Werner Faymann, che però aveva dato il via libera al “muro anti-migranti al Brennero. Il suo partito,  il socialdemocratico, aveva subito una pesante sconfitta elettorale alle ultime presidenziali. Per questo Faymann ha anche annunciato le sue dimissioni da leader del partito socialdemocratico.

L’addio arriva mentre si avvicina il ballottaggio del 22 maggio alle presidenziali dove, per la prima volta, sono rimasti esclusi i grandi partiti tradizionali, popolari e socialdemocratici:  la sfida sarà tra Norbert Hofer del partito della destra anti immigrati Fpoe, vero trionfatore, e, più indietro, il candidato dei Verdi Alexander Van der Bellen. E il governo ora è nel caos. I partiti socialdemocratico (Spoe) e conservatore (Oevp) governavano insieme dal 2008 in una grande coalizione guidata da Faymann.

Le prime pesanti crepe sulla tenuta del governo si erano aperte lo scorso 24 aprile, quando al voto erano stati chiamati 6,4 milioni di austriaci. Il favorito al primo turno delle presidenziali sembrava essere Van der Bellen, economista di 72 anni che tra il 1997 e il 2008 ha guidato il partito ecologista e progressista dei Verdi, ma invece tutto si è ribaltato. Ha stravinto Norbert Hofer, uomo ultranazionalista, euroscettico e anti-immigrazione e, per la prima volta dal Dopoguerra, fuori dalle elezioni presidenziali sono finiti proprio i grandi partiti tradizionali, i popolari e i socialdemocratici, di cui Faymann era espressione congiunta.

L’annuncio delle dimissioni  è arrivato durante una conferenza stampa convocata frettolosamente, in cui il Cancelliere ha sottolineato anche che “avere la maggioranza (nel partito) non è abbastanza”. Faymann, fino ad oggi alla guida di un esecutivo moderato centrista, è finito sotto pressione da parte soprattutto dai sindacati e dall’ala giovanile del suo partito, per il risultato deludente di Spo nelle recenti elezioni presidenziali e anche per la linea dura adottata sulla questione migranti – il suo governo aveva dato il via libera alla realizzazione della barriera al Brennero – e sul giro di vite nel diritto d’asilo. Provvedimenti che comunque non hanno portato più consensi al governo socialdemocratico. E, dopo il successo di Hofer al primo turno delle presidenziali, diverse voci si erano alzate nel partito contro chiedendo le sue dimissioni.

“Questo governo ha bisogno di ripartire nuovamente con forza”, ha detto Faymann, dopo un incontro con i leader del partito, aggiungendo:  “Quando si ha l’onore di essere cancelliere dell’Austria per 7 anni e mezzo si dice grazie, con profonda convinzione”. E Faymann ha difeso i risultati ottenuti durante i suoi mandati con la Grosse Koalition viennese: in primo luogo la tenuta dell’Austria durante la crisi finanziaria, e subito dopo la sua gestione della crisi dei profughi. “È una grande sfida, che lo scorso anno abbiamo gestito assieme a Germania e Svezia – ha ricordato Faymann – centinaia di migliaia di profughi sono arrivati in Austria, il 95% ha proseguito altrove”. Faymann ha rimarcato il contributo di Vienna (“abbiamo dato asilo a oltre 90.000 persone”), ma ha poi detto che “all’inizio dell’anno è apparso chiaro che la soluzione europea non faceva progressi”.
Da qui, a suo avviso, la necessità di prendere atto della nuova situazione: “Sarebbe stato poco responsabile non mettere in campo misure nazionali, non perché siano migliori ma perché le richiede la realtà”, ha detto. Queste misure hanno “suscitato molta resistenza, non da ultimo anche nel mio stesso partito”, ha concluso il socialdemocratico dimissionario.

E sarà il vice-cancelliere del partito popolare
Sto pensando a Renzi ed al suo governo…una cosa così in italia non può mai accadere….siamo troppo pecoroni e la maggior parte di quelli che votano sono alle dirette dipendenze dei Partiti che li fanno mangiare e li vestono, e danno loro uno pseudo lavoro, giusto per salvare la faccia…..gli altri, quelli che non votano sono quelli che lavorano come somari  e sono buoni solo a rimuginare nel chiuso della loro stanza…. Vivendo di televisione e di sport….di telenovelas e di maria de filippi o come si chiama…..al solito, noi pecoroni ,siamo sempre pronti a spingere il carro del vincitore attuale, che poi vincitore non è, ma solo un fasullo che si approfitta della nostra dabbenaggine….Io non sto criticando nessuno…sto solo guardando la realtà di questa penisola chiamata italia…..

lidia 4 034

 

 

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